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Parte male la cosa-rossa veronese.
Anzi, malissimo.

Inizia con il piede sbagliato il cammino de “la sinistra e l’arcobaleno”
in salsa veronese.
Dovrebbe essere un nuovo soggetto politico, che si definisce “unitario e
plurale”, ma invece è la somma per difetto di quattro partiti:
Rifondazione, Comunisti italiani, Sinistra democratica e una parte dei
Verdi. Infatti il porta(solo-la-sua)voce provinciale del Sole che ride,
Claudio Magagna, ha posto il veto alla partecipazione dei Verdi della
Colomba e di altri soggetti di movimento.
La logica è sempre la stessa: prima i partiti costruiscono la casa, con
regole a loro esclusivo vantaggio e poi si aprono le porte; chi vorrà
entrare dovrà bussare e chiedere permesso. Ci saranno così, nella
nuova-vecchia “casa rosso-verde” i padri fondatori con diritto di veto che
stanno al piano nobile, e in cantina i piccoli soggetti subalterni che
dovrebbero entrare dalla porta di servizio, a regole già stabilite. Un
déjà vu.

I Verdi veronesi, quelli del Sole che ride e quelli della Colomba, si
erano presentati alle elezioni amministrative con una lista unica
denominata “Verdi uniti per Verona”. Nel documento costitutivo era scritto
che “la lista non sarà solo un mero cartello elettorale ma anche un
progetto politico”. Ebbene, dopo il deludente risultato elettorale che non
ha portato nessun rappresentante verde a palazzo Barbieri, il
porta(solo-la-sua)voce Claudio Magagna ha boicottato ogni percorso
unitario dei Verdi, forse per il timore di perdere il ruolo al quale si è
affezionato. Così il soggetto “verdi uniti” è stato affossato il giorno
dopo le elezioni, tant’è che il rappresentante del Sole che ride non ha
mai partecipato a nessuna riunione unitaria, nemmeno per valutare il
risultato elettorale, né per comunicare che considera finita l’esperienza
comune.

Per completare l’opera distruttiva di quel che resta dell’esperienza verde
veronese, ora si vorrebbe far nascere la nuova “cosa rossa” (molto rossa e
poco verde, dove la componente ecologista rischia di essere subalterna e
ininfluente) lasciando fuori dalla porta i Verdi della Colomba. Poco male
per noi, che continuiamo a fare politica verde senza complesso di
inferiorità e soprattutto con le mani e lo spirito liberi, ma quel che
mette tristezza è che gli altri soggetti politici (Rifondazione,
Comunisti, Sinistra democratica) abbiano accettato il diktat ad
escludendum.
Niente di nuovo sotto il sole (che rideva).
Cari compagni, così non andate da nessuna parte.

Verdi della Colomba

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