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Sono stati 3462 gli elettori e le elettrici che hanno votato per i VERDI della Colomba nella provincia di Verona. Li ringraziamo tutti, anche se non abbiamo conquistato il seggio. Abbiamo però contribuito all’elezione di Diego Zardini e ne siamo contenti. La sua sarà un’opposizione competente e costruttiva, alla quale collaboreremo, condotta con l’entusiasmo che ha caratterizzato la sua campagna elettorale.

Il nostro progetto è la costruzione di un’area politica, con una chiara identità ecologista, all’interno di un più ampio centro-sinistra: per questo continueremo a lavorare. Non ci arrendiamo all’idea di trasformare la nostra provincia in una grande “sagra del riso”, consci come siamo dei gravissimi problemi ambientali che si abbatteranno sul nostro territorio, a partire dal devastante “motor-city” fino ad un possibile sito nucleare.

Non neghiamo il risultato deludente della nostra lista, che risente del più generale clima politico favorevole alle forze di governo. Tuttavia siamo convinti che la coalizione messa in campo per le provinciali (PD, IdV, Verdi Colomba) rappresenti un’ipotesi politica che va coltivata e che da oggi deve aprirsi come cantiere di opposizione a tutti quei cittadini che non si riconoscono nell’accoppiata Lega-PdL.

Facciamo gli auguri a chi ha vinto queste elezioni, e rispettiamo il largo consenso che hanno ottenuto. Quei tanti cittadini, invece, che non sono andati a votare, magari per delusione o per sfiducia, non avranno il diritto di lamentarsi o protestare quando fra qualche mese si accorgeranno di aver lasciato la provincia in mano ad un gruppo di potere che massacrà ulteriormente il nostro territorio, già troppo inquinato, ferito, sfruttato.

Due parole anche sulle elezioni europee.
Se in tutti gli altri paesi i Verdi e gli ecologisti hanno ottenuto consensi che vanno dal 15% della Francia, al 5% della Grecia, e in Italia nemmeno un seggio, lo si deve anche al fatto che siamo l’unico paese nel quale i verdi si sono appiattiti ed oscurati all’interno di formazioni della sinistra radicale, rinunciando ad una presenza autonoma, visibile, indipendente, trasversale. Solo in Italia i verdi hanno perso la loro identità, che in tutta Europa invece è stata premiata. La responsabilità dei gruppi dirigenti della Federazione dei Verdi (Pecoraro prima, Francescato ora), è enorme.
Come Verdi della Colomba continueremo, insieme a molti altri ambientalisti ed ecologisti, nell’impegno per costruire, anche in Italia, un movimento verde a livello europeo.

per i Verdi della Colomba
mao valpiana

Verona, 9 giugno 2009

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