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PANCHINE ROVENTI. Il Comitato Verona Città Aperta aveva presentato ricorso contro le multe nei giardini Prato Santo

Comune a Mao: «Devi pagare»

Continua la querelle tra il Comune e il Comitato Verona città aperta per l’«occupazione abusiva» di un metro quadrato nei giardini di via Prato Santo. Alcuni cittadini veronesi, riuniti sotto questa sigla, ricordiamo, a metà luglio avevano collocato prima una panchina e poi, dopo la sua sparizione la notte successiva alla posa, due sedie e una cavalletto. L’iniziativa era il momento culminante di una serie di proteste pacifiche per la rimozione delle preesistenti panchine comunali su ordine del sindaco Flavio Tosi. Pochi giorni dopo a Mao Valpiana, identificato come il responsabile del gruppo che aveva lasciato le sedie, era arrivata una intimazione di sgombero da parte della dirigente del settore Commercio e attività produttive Tatiana Basso. Il Comitato aveva provveduto quindi a togliere sedie e cavalletto. Ma ai primi di agosto a Valpiana erano arrivate due contravvenzioni, una dei vigili urbani di 163 euro e l’altra del settore Commercio di 149, per «occupazione abusiva di suolo pubblico».
Valpiana aveva presentato ricorso. Ora il Comune, a firma della Basso, gli risponde che «le memorie presentate non sono sufficienti a determinare l’annullamento del provvedimento sanzionatorio».
Nella comunicazione, la dirigente comunale spiega che le due diverse contravvenzioni sono sì relative allo stesso fatto, la collocazione nei giardini delle sedie, ma quella dei vigili è per violazione del Codice della strada, mentre l’altra è per la violazione dell’articolo 33 del Regolamento comunale per l’occupazione di spazi e aree pubbliche. E siccome vi si prevede che «le occupazioni abusive temporanee si presumono effettuate dal trentesimo giorno antecedente la data del verbale di accertamento redatto da competente pubblico ufficiale», ecco che l’importo di «148,79 euro è stato determinato calcolando il canone giornaliero temporaneo al mq (2,826 euro), per la superficie occupata (mq 1,17), per 30 giorno antecedenti, maggiorato del 50%, come previsto dall’articolo 33».
Risolto così il problema da quinta elementare, la comunicazione ricorda che l’ordinanza del 17 luglio prescriveva che «in caso di inottemperanza alla presente ordinanza è previsto, oltre alla sanzione amministrativa… lo sgombero d’ufficio del suolo occupato abusivamente… con addebito di ogni spesa a carico della ditta intimata».
«A parte il fatto che quell’“oltre alla sanzione amministrativa” sembra collegato alla inottemperanza, che non c’è stata», dice Valpiana, «rilevo che il Comitato non è una “ditta”. I problemi veri, comunque, sono altri. Mentre a Parigi il Comune cerca chi “adotti” le panchine nei giardini cittadini per mantenerle in buona efficienza, qui a Verona non solo si tolgono, ma addirittura si multa chi cerca di supplire alla loro assenza con iniziative di tipo politico. E questo», conclude, «porta all’altra questione: c’è ancora spazio in questa città per manifestare il dissenso senza essere multati?».G.B.

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