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Nell’ordinanza che vieta il consumo di bevande alcoliche in alcune zone della città, il Sindaco ha inserito anche Piazza Corrubbio: ma vuole prenderci per i fondelli? Piazza Corrubbio non esiste più. La ormai ex-piazza Corrubbio è transennata, trasformata in un enorme cantiere, e nessuno vi può entrare. Com’è pensabile che qualcuno ci vada per bere? O forse il Sindaco vuole vietare ai poveri lavoratori, che da mesi spennellano i ritrovati archeologici, di bersi ogni tanto una birretta per rinfrescarsi? L’ordinanza riferita a Piazza Corrubbio è esilarante e tristissima insieme.

Ma vi sono anche altre novità su Piazza Corrubbio, nonostante il silenzio cimiteriale che sembra esservi calato. Nel senso letterale e metaforico.

1) Gli scavi archeologici proseguono a rilento e continuano ad affiorare tombe e scheletri. Ora è comparso anche un muro, che sembra essere la base di un’abside. Quindi la più grande necropoli veronese scoperta fino ad oggi era ubicata attorno ad un luogo di culto. E nessuno può dire che si tratta di “quattro sassi e quattro ossi”. Eppure la Soprintendenza tace.
Noi chiediamo che vi sia un pronunciamento ufficiale sui ritrovamenti avvenuti. Chiediamo che la Soprintendenza riferisca alla città.

2) Il Sindaco aveva promesso un dialogo continuo con i residenti ed i commercianti, ma non lo si è più visto in piazza (prima delle elezioni le sue visite erano frequenti). Alcuni commercianti, nel frattempo, visto il crollo delle attività, hanno già venduto o stanno chiudendo il loro esercizio, ma tutto ciò avviene nel silenzio e nel disinteresse generale.

3) La Ditta Rettondini è in forte ritardo sul cronoprogramma dei lavori, con evidente perdita economica. Circolano voci che vi sia in corso una trattativa con il Comune per aumentare il numero di posti auto da costruire nel Garage, come compensazione. Vogliamo sapere se questo è vero, e diciamo subito che il contratto fra Comune e Rettondini non è modificabile in corso d’opera.

Cosa sta succedendo in Piazza Corrubbio?
Quel parcheggio nessuno lo vuole, e nessuno ha più il coraggio di assumersi una qualche responsabilità.

L’unica voce che si sente, mai sopita, è quella del nostro Comitato, e gli unici sguardi vigili sono quelli dei volti dipinti appesi alle finestre della piazza che osservano indignati e preoccupati la lenta morte per agonia di Piazza Corrubbio.

Comitato Salviamo Piazza Corrubbio
Mao Valpiana
Portavoce

Verona, 21 luglio 2010

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