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Breve lettera al Sindaco di Verona, Flavio Tosi, in Sardegna.

Caro Sindaco,
innanzitutto Le auguriamo una buona vacanza in quella splendida terra che è la Sardegna.
Le scriviamo al riguardo di due delicate questioni su cui Lei è intervenuto prima di lasciare Verona. Ci piace pensare che in questi giorni di relax Lei possa prendere in considerazione il nostro punto di vista, anche se siamo avversari politici.

TRAFORO
Il suo argomento forte è che il traforo si deve fare perchè i veronesi hanno votato Lei e il suo programma, che comprendeva la realizzazione del passante nord. Lei dice anche che se ne discute da 40 anni, e che è giunta l’ora di realizzarlo.
Appunto. Se ne discute da 40 anni, e non lo si è mai fatto: un motivo ci deve pur essere. Nei decenni passati non mancavano nè i soldi, nè la tecnologia. Eppure gli amministratori che l’hanno preceduta non hanno ritenuto di avviare i lavori, e sono stati molto prudenti anche nella programmazione dello sviluppo della città, disegnato a sud della città (Fiera, Zai, Quadrante Europa, Aeroporto, Scalo merci, interporto, ecc.), lasciando a nord la naturale barriera del fiume e delle colline. Non le viene il dubbio che la scelta strategica fatta, una qualche ragione ce l’abbia?
E poi, signor Sindaco, Lei deve rappresentare e governare non solo i veronesi che l’hanno votata, ma anche quelli – come noi – che non Le hanno dato il consenso. Un’opera importante come il Traforo, che indebiterà anche le prossime generazioni e che cambierà la fisionomia della città, dovrebbe essere realizzata con un larghissimo consenso (diversamente il principio di precauzione consiglierebbe di astenersi). Noi crediamo, invece, che su tale scelta i veronesi siano grosso modo divisi a metà: 50% a favore, 50% contrari. Per verificarlo c’è un solo modo, fare il Referendum.
Non comprendiamo la Sua ostilità al voto referendario, tanto meno i Suoi attacchi alla Magistratura che sta semplicemente tutelando i diritti di quei cittadini che utilizzando metodi democratici hanno legittimamente chiesto il Referendum.
Signor Sindaco, il ruolo che Lei ricopre – il più importante per la nostra comunità – La dovrebbe spingere a tutelare soprattutto i cittadini che non la pensano come Lei. In questo modo otterrebbe davvero il rispetto da parte di tutti i veronesi.

MORGAN
Lei dice che chi ha fatto uso di droghe non deve essere indicato come esempio per i giovani. Su questo siamo d’accordo. Ma ci sembra che “il caso Morgan” ponga problemi diversi.
E’ sempre molto pericoloso quando la “politica” si pone come giudice dell’ “arte”. L’arte (di qualsiasi tipo, dalla pittura alla musica) deve essere libera di esprimersi ed il giudizio di consenso o di condanna può venire solo dal pubblico. E’ l’opera d’arte, inoltre, che deve essere giudicata, e non la condotta morale dell’artista (chi si permetterebbe di impedire la vista delle sue opere, solo perchè Caravaggio era un violento e un omicida? Anche Paul McCartney dichiarò di aver fatto uso di stupefacenti: Lei rifiuterebbe un suo concerto in Arena?). Il Comune di Verona è proprietario dell’Arena e del Teatro Romano, magnifici luoghi dove l’arte della musica e del teatro deve essere messa a disposizione di tutti. Questo è il ruolo dell’Amministrazione pubblica, non quello di giudicare e dividere gli artisti in “buoni” e “cattivi”, atteggiamento tipico dei regimi totalitari che hanno sempre cancellato gli artisti critici o “irregolari” (come si faceva in Italia ai tempi del fascismo).
Signor Sindaco, possiamo ben capire che il musicista Morgan non le sia simpatico (ma Le assicuriamo che le sue interpretazioni delle canzoni di Luigi Tenco o di De Andrè, sono eccezionali), ma questo non c’entra niente con il diritto del pubblico veronese che ama la sua musica, di ascoltarla.

La ringraziamo se avrà la bontà di leggerci e di rispondere, e Le auguriamo ancora una buona e salutare vacanza sarda.

Per i Verdi della Colomba
Mao Valpiana
Verona, 10 agosto 2010

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