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C’è voluto l’ennesimo sacrificio di carne umana,

per convincere gli adoratori blasfemi del dio della morte

a chiamare la guerra con il nome della guerra.

E ora che senza vergogna la possono nominare,

vogliono che i bombardieri siano riempiti di bombe.

Chi si dovrebbe opporre si fa invece complice,

per presunta lealtà e serietà,

unendosi al funerale di stato del dio assetato di sangue.

Ma gli innocenti sui cui cadranno le nuove bombe

sono figli di un altro dio,

che non vuole sacrifici né animali né umani,

che per amore dell’amore ha cercato la pace ma ha trovato la croce.

Le strade dell’Afghanistan sono minate di violenza e menzogna.

La voce del profeta nel deserto afgano chiede che cessi il fuoco,

che tacciano le armi,

per poter udire il battito d’ali

dell’angelo della nonviolenza.

mao valpiana

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