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Il Comitato Salviamo Piazza Corrubbio, in occasione della fine dell’anno, fa il bilancio di quanto accaduto nel 2010, e presenta i propositi per il 2011.

I lavori per la costruzione del parcheggio interrato “San Zeno”, affidato alla Ditta Rettondini, sono iniziati ufficialmente il 25 ottobre 2010. Come da contratto l’opera dovrà essere ultimata entro il 25 ottobre 2012 e sarà affidato in gestione alla Ditta per 34 anni. Piazza Corrubbio non esisterà più, trasformata definitivamente nel tetto di un garage sotterraneo. Cosa ci sarà sopra quel tetto non è ancora dato di sapere. L’Assessore Corsi ha diffuso fotomontaggi bucolici con aiuole piante, ma non è ancora stabilito se la piazza sarà pedonale o attraversata di una strada carrabile, quale sarà la mobilità della zona circostante, dove passeranno le automobili o gli autobus che da corso Milano saranno dirette verso Castelvecchio o Ponte Risorgimento. Tutto è ancora incerto e nebuloso.

Nel frattempo i lavori di scavo non sono ancora iniziati, essendo tuttora in corso gli spostamenti dei sottoservizi. Il ritardo sul cronoprogramma ufficiale è clamoroso e supera i due anni: sbancamento e fondazioni avrebbero dovuto essere realizzate entro giugno 2010, le strutture e il solaio entro gennaio 2011.

Da quando è stato aperto il cantiere, 8 settembre 2009, i ritardi si sono accumulati grazie a tre fattori decisivi:

  1. l’opposizione al progetto dei sanzenati, dei commercianti, della maggioranza dei veronesi e le azioni del Comitato Salviamo Piazza Corrubbio;
  2. Il ritrovamento di moltissimi reperti archeologici (tombe e absidi) che attendono ancora una valutazione e una classificazione da parte della Soprintendenza. Noi riteniamo, con il conforto del parere di archeologi, che ci troviamo di fronte alla principale necropoli veronese, origine del cristianesimo in città. Riteniamo incomprensibile l’atteggiamento della Soprintendenza ed il silenzio della Curia. Chiediamo un giudizio “super partes” da parte di organi superiori (una commissione ministeriale);
  3. Le contraddizioni dell’Amministrazione comunale che a parole dice di essere contraria al parcheggio, ma nei fatti ne ha favorito la realizzazione, e la conseguente incertezza ed imbarazzo della Ditta che sta investendo molti capitali in un’opera di cui ancora non ha la certezza di poter concludere.

Sul parcheggio di Piazza Corrubbio regna la più totale confusione. Le forze politiche di maggioranza sono spaccate (il Pdl ha proposto di spostare il progetto sotto i valli dei Bastioni, mentre la Lega agita lo spauracchio delle penali da pagare alla Ditta); la Circoscrizione e il Comune non hanno mai avviato un tavolo comune di lavoro sul futuro delle piazza; i cittadini non sono stati informati adeguatamente, ed i commercianti sono stati lasciati soli (molti esercenti hanno chiuso o svenduto la licenza); una parte del Pd ha riconosciuto gli errori fatti e ha sostenuto l’impegno contro il parcheggio e per la riqualificazione della Piazza.

Tutto questo è il frutto di una cattiva amministrazione della cosa pubblica.

Il parcheggio non è necessario. Nessuno studio sui flussi di traffico e sulle reali necessità di parcheggi nella zona è stato commissionato dal Comune e reso pubblico. La Giunta Tosi continua a nascondersi dietro alla scusa “noi l’abbiamo ereditato, la colpa è di Zanotto”. Noi del Comitato abbiamo ampiamente dimostrato che si poteva trattare una diversa soluzione con la Ditta, ed abbiamo ripetutamente invitato l’Assessore ad un pubblico confronto, che è sempre stato rifiutato.

L’impegno del Comitato contro il parcheggio non si è mai sopito:

– le azioni nonviolente di sensibilizzazione e coinvolgimento della popolazione sono note in tutta la città (alberi vestiti, poesie sugli alberi, i volti dipinti alle finestre, le feste in musica, le assemblee informative, la Marcia dei mille, la serrata, la mozione in Consiglio Comunale, ecc.) e proseguiranno nei prossimi mesi;

– il nostro esposto alla Magistratura (violazioni e irregolarità urbanistiche e amministrative) depositato nel novembre 2009 non è stato archiviato;

– abbiamo affidato uno studio scientifico sull’aumento dell’inquinamento e dei tumori nell’ipotesi del parcheggio in funzione per un certo numero di anni;

– abbiamo proposto al Comune e alla Fondazione Cariverona una soluzione economica per restituire la piazza alla città (la Fondazione ha risposto, il Comune no).

La determinazione per fermare il parcheggio non è una battaglia contro i mulini a vento. Fermare quel parcheggio e salvare Piazza Corrubbio significherebbe:

  • l’avvio di una nuova politica urbanistica partecipata in città; le scelte le devono fare i cittadini e la politica non deve cedere ai privati pezzi di territorio che sono di tutti;
  • non accettare la dittatura delle automobili, che devono essere lasciate fuori dal centro storico per favorire invece i mezzi di trasporto pubblico;
  • non svendere la storia di un quartiere come San Zeno per un malinteso progresso;
  • riaffermare che gli errori della pubblica amministrazione non devono essere fatti pagare ai cittadini;
  • restituire ai giovani la speranza che con l’impegno e la partecipazione le cose possono cambiare e la città si può migliorare.

Comitato Salviamo Piazza Corrubbio

Verona, 29 dicembre 2010



Deserto Corrubbio
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