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Adesione del MOVIMENTO NONVIOLENTO alla manifestazione nazionale del 2 aprile

“L’Italia ripudia la guerra” impone la nostra Costituzione. E la ripudia non solo “come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli”, ma anche come “mezzo di risoluzione delle controversie internazionali”.

Ma oggi per due volte viene calpestato l’art. 11. Facendo la guerra, come sta accadendo. Consentendo che ciò avvenga, attraverso la preparazione alla guerra come unico “mezzo” per “risolvere” le controversie.

La Costituzione si calpesta sia quando le armi sparano, sia quando si riempiono gli arsenali ignorando volutamente l’esistenza di “mezzi” alternativi, coerenti con il ripudio. Anzi, le armi sparano proprio perchè prima si è scelto di riempire gli arsenali e non si è preparato nessun altro “mezzo” di intervento.

Se nessuno sembra accorgersi di questo, ma si continua a strapparsi le vesti solo quando i cacciabombardieri partono, il movimento per la pace deve far sentire con vigore la propria voce.

Ma non basta la denuncia. Il movimento per la pace ha la responsabilità di indicare le due fondamentali alternative:

1. il disarmo, ossia svuotare gli arsenali, rinunciare al nucleare – civile e militare – superare l’esercito;

2. con le risorse risparmiate, costituire e preparare “mezzi” nonviolenti – cioè costituzionali – di “risoluzione delle controversie internazionali”.

Ciò significa uscire dal paradigma arcaico “se vuoi la pace prepara la guerra” ed entrare finalmente nella civiltà fondata sul paradigma nuovo “se vuoi la pace prepara la pace”.

Il nostro Paese viene trascinato in una nuova ed ennesima guerra – pur in nome di una richiesta di intervento pervenuta dalle vittime di un dittatore. Un dittatore fino a ieri coccolato, ingrassato di armi e pagato per fare l’aguzzino dei migranti, per conto delle stesse potenze che oggi gli muovono contro.

Facciamo in modo che questa ennesima guerra che non riusciamo ad impedire, ci dia almeno la forza per porre all’ordine del giorno della politica la costruzione delle sue alternative. Per questo saremo a Roma il 2 aprile. Per questo stiamo preparando il 50° anniversario della prima Marcia per la pace e la riconciliazione dei popoli da Perugia ad Assisi, voluta da Aldo Capitini. Oggi, come mezzo secolo fa, non il sogno dell’utopia ma il bi/sogno del realismo ci fa dire con Capitini che “la nonviolenza è il varco attuale della storia”

Movimento Nonviolento

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