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Dunque, il popolo italiano ha una grande opportunità: il 12-13 giugno può chiudere definitivamente con il nucleare, e aprire la strada anche nel nostro paese (come ha già fatto la Germania) ad un piano energetico basato su fonti rinnovabili e non inquinanti. Ecco quattro semplici verità per convincere anche gli scettici che è fondamentale andare a votare SI’ per abolire il nucleare:

1) Le centrali nucleari forniscono energia elettrica. In Italia non ne abbiamo bisogno. Negli ultimi anni la potenza installata è aumentata, mentre la domanda è diminuita: la domanda è meno di 60 GW. La potenza elettrica installata in Italia all’inizio 2010 è pari a 94 GW. Quindi non c’è nessun bisogno reale di nuova energia elettrica (per trasporti e riscaldamento usiamo petrolio o gas).

2) Si dice che le centrali nucleari ci garantiranno l’indipendenza energetica. Falso. Le centrali utilizzano come combustibile l’uranio. Le principali miniere di uranio sono in Australia e in Africa, oggi sotto controllo cinese, o in Ucraina, Uzbekistan, Kazakistan, oggi sotto controllo russo. Quindi il nucleare è una fonte che crea dipendeza da Cina o da Russia.

3) Ma quanto costa l’energia prodotta dalle centrali? Troppo. Il costo Kwh del nucleare è maggiore di quello di ogni altra fonte (I costi ufficiali in centesimi di dollaro sono: nucleare: 10,2 – eolico: 9,9 – carbone: 9,8 – gas: 8,2 ), questo perchè oltre agli investimenti per la costruzione di una centrale, bisogna calcolare anche il costo di smantellamento, che può persino raddoppiare.

4) Il governo italiano ha previsto 4 nuove centrali nucleari, con un costo di 30 miliradi di lire. Queste 4 centrali, se tutto va bene, entrerebbero in funzione fra 15/20 anni, e produrrebbero il 5% dell’energia nazionale. E’ del tutto evidente la sproporzione tra investimento e risultato. Il 5% è quanto si può da subito ottenere con una seria politica di risparmio e di efficienza degli impianti già esistenti. Basterebbero queste 4 cifre per dimostrare che il nucleare in Italia non ha senso e serve solo ad assicurare affari ad un ristretta lobby. A questo aggiungiamo che il governo propone il nucleare senza aver presentato al paese un serio piano energetico (fabbisogno, previsioni, consumi, costi, ecc.) e che il problema delle scorie radioattive non è ancora stato risolto. La conclusione è semplice, ed è la stessa di tanti anni fa: Energia nucleare? No, grazie.

Mao Valpiana presidente del Movimento Nonviolento

Verona, 1 giugno 2011

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