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L’Arena martedì 17 gennaio 2012 *CRONACA*, pagina 17

QUERELA. Archiviata la denuncia del sindaco

Il gip: «Valpiana non ha diffamato Tosi e Di Dio»

Il verde accusò la Giunta di aver snobbato l’incontro con Saviano
«O si sta contro la mafia o si è collusi». Non aveva usato mezzi termini Mao Valpiana, 56 anni, in una dichiarazione resa il giorno dopo l’incontro con lo scrittore Roberto Saviano alla Gran Guardia. La linea di confine era segnata dall’aver partecipato a quel dibattito. Il leader nonviolento aveva puntato il dito verso l’assessore Vittorio Di Dio. Che il 31 dicembre aveva denunciato insieme al sindaco Valpiana per diffamazione.
È di pochi giorni fa, la decisione del gip di archiviare il procedimento a carico dell’ambientalista così come richiesto dalla procura.

La vicenda parte dalle dichiarazioni di Valpiana, rese ad un quotidiano che aveva puntato il dito contro Di Dio. «Forse l’assessore», aveva detto Mao, «ha un’errata concezione del suo assessorato. O si sta contro la mafia è si è collusi, o si è per la pace o per la guerra…la città l’ha capito, la giunta no». Frasi che avevano fatto andare su tutte le furie l’assessore. E con lui anche il sindaco. E così è partita la querela dai due per l’articolo pubblicato sul quotidiano il 10 ottobre 2010.

Nella denuncia di Di Dio si parlava tra l’altro di «gravità diffamatoria», di «affermazione lesiva ..della reputazione e dell’immagine di Di Dio e della giunta che vengono accusati di non schierarsi per la legalità».

Ma l’iniziativa giudiziaria non ha portato alcun frutto L’affermazione
«o si sta con la mafia o si è collusi», sostiene il pm «dev’essere messa in relazione con la successiva frase “o si è per la pace o si è per la guerra”. E solo così si capisce ciò che Valpiana voleva dire: «In materia di mafia sono necessarie precise prese di posizione perchè ogni incertezza costituisce indiretto vantaggio per l’organizzazione criminale». E ciò, sostiene ancora il pm «non significa pertanto
accusare la giunta di collusione con la mafia bensì di mollezza verso il fenomeno». E si tratta di «un giudizio che… non presenta alcun carattere diffamatorio». E così la richiesta è finita in archivio dopo il “lasciapassare” anche del gip.

G.CH.

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