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BEPPE GRILLO intervistato da MAO VALPIANA

Grillo, come ti definisci: un attore, un comico, un politico? Qualche giornale ha scritto che sei solo un “moralista”.
No, niente di tutto questo: sono solo uno che fa spettacolo parlando delle cose di tutti i giorni. Parlo del cosiddetto benessere che ci dà il cancro, ce ci avvelena fino a farci diventare dei veri rifiuti speciali. Tra un po’ non ci potranno più essere i cimiteri normali: i nostri corpi morti, pieni di veleni e di schifezze, dovranno essere smaltiti in forni speciali e poi le nostre ceneri rinchiuse in cave di cemento. Ecco, io parlo di queste cose nei miei spettacoli e la gente ride. Ride e pensa.

Sì, è vero, il pubblico applaude, dà consenso alle tue proposte di non cedere al consumismo, ti approva quando dici che la vera politica non è quella dei partiti, ma la si fa con il carrello della spesa, comprando o non comprando certi prodotti. Ma poi? Come si può organizzare tutto questo?
Devo dire che io non ho molte speranze, anche se vedo qualche segnale positivo. Stanno crescendo le catene di distribuzione che non fanno pubblicità e possono offrire prodotti a prezzi più bassi e c’è un fortissimo passa-parola tra le casalinghe o i casalinghi che si consigliano prodotti davvero buoni con prezzi buoni; è un segnale buono per uscire dalla follia della pubblicità che ti propina cose inutili a prezzi alti. Il problema vero, però, è quello dell’informazione. Purtroppo i mezzi di informazione sono in mano al grande potere economico e quindi chi produce, chi distribuisce e chi informa sono sempre gli stessi gruppi economici. Il singolo cittadino di fronte a questo è indifeso.

Allora cosa si può fare? Qual è il tuo “consiglio per gli acquisti”?
Ci vuole un grande cambiamento, ma non sarà facile. Le aziende per cambiare modo di costruire e produrre devono vedere  il profitto. Finchè non ci sarà una forte richiesta alternativa, le proposte che noi facciamo stenteranno a decollare. Purtroppo non c’è una politica che va in questa direzione e senza politica siamo in balia degli eventi…

E’ possibile però coinvolgere la gente per attuare forme di boicottaggio, di non collaborazione con quelle aziende che fanno produzioni dannose. I nostri movimenti hanno promosso  il boicottaggio della Nestlè, di cui parli anche nel tuo spettacolo..
Certo, bisogna convincere/costringere le aziende a produrre cose diverse in modo diverso. Le convincerai solo facendo sapere che tu, con altri milioni di persone, sei disposto a comprare il loro prodotto solo se fatto in un certo modo. Certo la strada è lunga.
Nel campo dell’energia dovremmo passare dal petrolio al gas e poi dal gas al solare. Il futuro è questo. Il terzo millennio dovrà vedere un cambiamento epocale perché ormai l’economia occidentale si sta disintegrando, non regge più: più aumenta la crescita, più diminuiscono i posti di lavoro; più cresce il prodotto nazionale lordo, più la gente resta disoccupata; più cresce la disoccupazione, più cresce l’inflazione, così hai i beni esposti nei negozi ma non hai i soldi per comperarli. E’ quello che succede a due terzi dell’umanità: si muore di fame non perché manca il cibo, ma perché mancano i soldi per comperarlo.

Quando ci vuole un nuovo ordine economico mondiale..
Dobbiamo sederci tutti attorno ad un tavolo, consumatori, produttori e distributori, gente del nord e del sud del mondo e discutere sulle merci immesse nel mercato. Una bottiglia non può essere fatta per essere usata una sola volta, un qualsiasi elettrodomestico deve essere costruito per durare almeno cinquant’anni. Non posso essere costretto a lavorare tutto il giorno per comprare cose che durano poco e devono essere continuamente cambiate.
Il problema torna sempre al tema del lavoro. La gente deve essere messa nelle condizioni di lavorare meno e avere più tempo per vivere.

Una volta si diceva che è la domanda che crea l’offerta; non è più così?
Non esiste più il mercato della domanda e dell’offerta. Esiste solo il mercato dell’offerta di merci contro l’offerta di denaro. Le case farmaceutiche possono scegliere se produrre medicinali per debellare, ad esempio, la malaria in Somalia, che provoca decine di migliaia di morti all’anno, oppure produrre dolcificanti per il mercato europeo, che provocano malattie ugualmente mortali. Ovviamente decidono di produrre dolcificanti perché ne traggono un profitto immediato, lasciando morire di malaria i somali e provocando nuove malattie in Europa, contro le quali produrranno nuove quantità di medicinali.. Così muoiono centinaia di migliaia di persone, per una ragione politica, di denaro..

Dalle tue parole sembri essere sfiduciato, senza speranza per il futuro.
No, è che io voglio arrivare alla catastrofe con serenità.

E’ una tua battuta o parli seriamente? Spiegati meglio.
Non voglio illudermi, e quindi vivo anche meglio se so che cosa mi aspetta, così ho la possibilità di prepararmi. Se speri nella ripresa e poi arriva la bancarotta, vivi da cani. Se invece hai la consapevolezza che tra dieci anni accadranno le cose più terribili, che noi già stiamo annunciando, allora ti puoi organizzare. Ti ritiri, ti prepari e vivi anche meglio. Anziché investire i tuoi soldi in BOT, li investi in sacchetti di sabbia.. Insomma, se dobbiamo andare verso la catastrofe, andiamoci con entusiasmo.

Questo è un pensiero da “ecologia profonda”: Galtung, Sachs, Illich…
Ivan Illich è un ex prete che pensa e scrive da Guernavaca. Uno così è uno che va ascoltato e io lo sto a sentire.

Se per il futuro prossimo prevedi però il collasso del sistema, non hai fiducia nemmeno nelle giovani generazioni?
Dopo la prima media i ragazzi sono già persi, fagocitati dal consumismo o li salvi prima o non ce la fai. Io ho cinque figli, il sesto è in arrivo. Il più piccolo, di un anno, mi guarda tutte le mattine e sembra dirmi: “Ho già 32 milioni di debito pubblico sulle spalle, cosa devo fare?”. Pensando a loro io trovo la carica per fare le mie battaglie.

Dove trovi tutte le notizie e le informazioni che trasmetti durante i tuoi spettacoli?
Una fonte molto interessante è la rivista “Internazionale” che riporta una  panoramica completa del giornalismo mondiale; così puoi anche vedere quanto è scadente e provinciale il giornalismo italiano. Poi ho molti amici in Germani e in Svezia e mi passano qualcosa. Altro ancora lo trovo nei bollettini di “Greenpeace”…adesso guarderò anche “Azione nonviolenta”..
Altrimenti vai sul palco a dire cosa? A fare le battute su Berlusconi? Mi vengono i conati di vomito solo a nominarlo; no, davvero non ne ho più voglia.

Un comico che non ha più voglia di far ridere?
Sono diventato un estremista del buon senso; io ho sei figli, ho cinquant’anni, mi resta poco tempo e sono molto incazzato perché vedo che non si fanno cose che farebbero risparmiare risorse e salverebbero vite umane. Perché non si mettono quei piccoli dispositivi alle pompe di benzina che eviterebbero la dispersione nell’aria del benzene? Costerebbero solo 200 milioni e salverebbero 200 persone da leucemia sicura. Coloro che potrebbero prendere questa decisione e non lo fanno sono i veri “serial killer”, non i santoni giapponesi che mettono il gas nervino nelle metropolitane. In Italia di questi “killer” ne abbiamo almeno una ventina e girano indisturbati nei consigli di amministrazione, vanno alla Confindustria, in Parlamento. Vanno in giro senza lupara, ma sono più sporchi dei mafiosi. Le maggiori nefandezze, oggi, si fanno in giacca e cravatta, con le operazioni bancarie. I”killer” lavorano al computer, nei bilanci delle aziende.

Allora metti sotto accusa l’economia?
Certo, è l’economia oggi che decide il destino della nostra vita. I politici non contano più niente. Ecco perché nei miei spettacolo non faccio più battute sulla politica ma parlo sempre più spesso di economia.
A proposito, sai cos’è un economista? Se tu cadi e ti sbucci un ginocchio e arriva uno e ti dice:”tu sei caduto e ti sei sbucciato un ginocchio”, quello è un economista; ti ha detto una verità, ma non serve a un cazzo!(sic!)

Allora parliamo di economia nonviolenta. Cosa ne pensi della nostra campagna di obiezione di coscienza alle spese militari?
Quando Clinton ha tentato di toccare i produttori di armi è stato messo in minoranza dal Congresso. Il potere dei produttori di armi è enorme. Anche in questo campo il cambiamento da fare è epocale e sarà necessario il sacrificio di migliaia e milioni di persone. Complimenti, comunque, per la vostra Campagna. Bravi!

Un’ultima domanda, d’obbligo: Beppe Grillo e la televisione..
Io vorrei una tv di Stato senza pubblicità, pagata dai contribuenti, così come avviene in Inghilterra, in Giappone, in Germania. Oggi invece con la pubblicità ci fanno pagare due volte. Se vedi un film “gratis”, come dicono loro, e vieni interrotto quattro volte dalla pubblicità del tonno hai pagato oltre al prodotto anche la pubblicità e il film. Mentre io voglio pagare per il tonno da una parte e il canone tv dall’altra, senza occulti mescolamenti. Quando ci sarà una tv senza pubblicità, fatta solo per informare, allora io tornerò anche in tv.

Il genovese Beppe Grillo sta girando l’Italia con un nuovo spettacolo nel quale parla di economia, di ambiente, di sviluppo, di scienza e tecnologia, di informatica e anche di politica. Durante la  tappa veronese lo abbiamo incontrato per questa intervista esclusiva ad Azione nonviolenta.

Azione nonviolenta, luglio 1995 (pag. 12 e 13)

…. quando Grillo non aveva i grillini per la testa….

(Intervista a cura di Mao Valpiana)

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