Oggi ho rimesso sul giradischi i vecchi LP (per i più giovani: dischi in vinile long playing a 33 giri) della mia collezione di Enzo Jannacci.
“Enzo Jannacci in teatro” (meravigliose “Prete Liprando e il giudizio di Dio” e “Veronica”);
“Sei minuti all’alba” (stupenda “Soldato Nencini”);
“Le canzoni di Jannacci” (incredibile “Il cane con i capelli”);
“I successi di Jannacci” (fantastica “Il primo furto non si scorda mai”);
“Jannacci” (commovente “Vincenzina e la fabbrica”, esilarante “Il bonzo”);
“Secondo te…che gusto c’è?” (imperdibili “Rino” e “Saxophone”);
“Ci vuole orecchio” (capolavori “Silvano” e “Si vede”);
“Foto ricordo” (memorabili “Mario” e “La poiana”).

Interessante notare che nel disco “Jannacci” che contiene la canzone “Il monumento”, Enzo nel reterocopertina ha voluto scrivere:

Il testo di questa canzone è tratto da un manifesto antimilitarista affisso a Piadena in occasione dell’inaugurazione di un monumento “Ai caduti di tutte le guerre“.

Era un’iniziativa del Movimento Nonviolento.

Grazie, Enzo. Grazie davvero per la leggerezza e la profondità di quel che ci hai donato.

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