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2013 – 1994. Oggi come ieri. Il PD è in crisi, senza dirigenza, non sa che strada prendere per rinnovarsi. Accadeva anche nel 1994 al PDS (partito democratico della sinistra), dopo le dimissioni di Achille Occhetto, sconfitto da Berlusconi. Alexander Langer si offrì come segretario di transizione, per portare quel partito fuori dalla crisi di identità. Non fu ascoltato. Il PDS nominò come nuovo segretario Massimo D’Alema…

Ripubblico quella lettera scritta da Alexander Langer, con una piccola operazione di aggiornamento, da PDS a PD, e sostituisco alcuni nomi del passato, con i nomi dei protagonisti di oggi (in corsivo i miei aggiornamenti). Un piccolo gioco “politicamente scorretto” che certamente Alex mi perdonerà, perchè serve a far conoscere ai giovani un tipo di politica che oggi come ieri può sembrare utopica, ma che forse è l’unica via di salvezza per i partiti e i movimenti in crisi. Magari questa volta la proposta potrebbe trovare più ascolto, visto il disastroso esito di 19 anni fa….

Mao Valpiana

Voglio quel posto in via del Nazareno

Care compagne e cari compagni del PD, in questi giorni, dopo le dimissioni di Pierluigi Bersani che vi obbligano a ripensare a fondo la politica ed il partito, un comprensibile turbinio si è scatenato intorno a voi.

Permettete anche a me, che non ne avrei particolare titolo, ad interloquire con voi.

E’ l’ora del Papa straniero, come dimostra il pontificato di Francesco. Ciò non vale solo per il PD: oggi tutte le curie sono in crisi, la gente si è accorta che troppe volte la corte ha sopraffatto il regno. Un “Papa straniero” – come del resto lo è a suo modo Beppe Grillo – può agire con candore, determinazione e libertà inedite.

E’ chiaro a tutti che oggi la sorte del PD non esaurisce il destino nè della sinistra, nè di quella più larga coalizione popolare che sarebbe necessaria. Ma vi influisce non poco. Ecco perchè credo che la vostra scelta e la stessa definizione della funzione di un nuovo leader del PD non possano essere puri affari interni.

Una riedizione della coalizione progressista o di altri consimili cartelli non riuscirà a convincere la maggioranza degli italiani a conferirle un incarico di governo. Ci vuole una formazione meno partitica, meno ideologica, meno verticistica e meno targata “di sinistra”. Ciò non significa che bisogna correre dietro ai valori grillini o alle finzioni berlusconiane, anzi. Occorre un forte progetto etico, politico e culturale, senza integralismi ed egemonie, con la costruzione di un programma ed una leadership a partire dal territorio e dai cittadini impegnati, non dai salotti televisivi o dalle stanze dei partiti. Bisogna far intravvedere l’alternativa di una società più equa e più sobria, compatibile con i limiti della biosfera e con la giustizia, anche tra i popoli. Da molte parti si trovano oggi riserve etiche da mobilitare che non devono restare confinate nelle ‘chiese’, e tantomeno nelle sagrestie di schieramenti ed ideologie. Ma forse bisogna superare l’equivoco del ‘progressismo’: l’illusione del ‘progresso’ e dello ‘sviluppo’ alla fin fine viene assai meglio agitata da Berlusconi.

Per aggregare uno schieramento nuovo e convincente bisognerà saper sciogliere e coagulare, unendo in modo saggio radicalità e moderazione. Bisognerà che il PD, che raccoglie e troppo spesso sterilizza tanti tra quelli che aspirano ad un mondo più giusto e più solidale, cambi radicalmente se stessa per diventare in modo efficace una forza promotrice di questo processo.

Se oggi vi offro di esaminare – nei modi che riterrete più congrui – una mia candidatura alla vostra guida, non lo faccio per presunzione o brama di una poltrona tutt’altro che comoda, ed in ogni caso chiederei un mandato a tempo determinato. Un gesto rivoluzionario del PD, quale quello di affidarsi ad una guida “esterna” (non ostile) per cultura e militanza, con la disponibilità ad utilizzarne appieno le potenzialità di rottura e diversa ricomposizione all’interno e verso l’esterno (anzi, forse questi due termini non conserverebbero il loro valore), potrebbe mettere in moto una reazione a catena e restituire a molti tra coloro che oggi si sentono sconfitti e delusi un senso di riscoperta e di nuova motivazione a rimettersi in cammino.

Cordiali saluti, ed auguri di saggezza e coraggio.

Alexander Langer

Lettera aperta pubblicata su “Cuore” del 25.6.1994. “Certe proposte, proprio per la loro serietà, possono essere fatte solo attraverso dei mezzi d’informazione estremamente seri”, aveva aggiunto nella lettera di accompagnamento alla stampa.

Trovate qui la versione originale del testo di Langer:

http://www.alexanderlanger.org/it/141/221

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