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Gracco Spaziani

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Storia di un uomo Studiò al liceo classico di Verona e poi fu impiegato alle poste, prima a Padova e poi a Venezia. Laureatosi in giurisprudenza all’Università di Bologna fu segretario comunale a Correzzo (Mantova) dal 1909 al 1919 e poi al comune di Casteldario dove rimase dal 1919 al 1923. Conobbe Giuseppina Sardini, figlia di contadini, che sposò ed insieme ebbero cinque figli. Nel 1913 si iscrive al Partito Socialista, manifestando subito le sue idee contro la guerra. Dopo la prima guerra mondiale non fa mistero della sua opposizione all’ascesa di Mussolini e alle prepotenze dei fascisti. Nel 1922, con la cosiddetta “rivoluzione fascista” arrivarono a Casteldario le squadracce ad imporre con il manganello il loro “ordine”. Gracco Spaziani fu sistematicamente perseguitato, minacciato, osteggiato. Nel dicembre del 1923 a causa della sua fede socialista viene allontanato dall’impiego e si trova sul lastrico. Con un carretto e le poche cose che riesce a mettere in salvo, torna al paese paterno di Isola della Scala. Utilizzando la laurea in giurisprudenza dà gli esami di procuratore e apre lo studio di avvocato. Nel 1926 in occasione di un viaggio di Mussolini nel veronese, Spaziani subisce il primo “fermo preventivo”: tre giorni rinchiuso in carcere. Nel 1930 subisce un altro arresto. Viene portato in carcere a Verona e poi trasferito a Udine, denunciato al Tribunale Speciale “per aver appartenuto al partito comunista già disciolto”. Stessa sorte subiscono i suoi due fratelli, Leonida ed Elio. Dopo tre mesi di carcere duro viene liberato. Fu prosciolto in istruttoria per insufficienza di indizi, ma viene diffidato dalla Questura “a non associarsi a sovversivi e a disinteressarsi completamente di politica”. Il 22 novembre del 1944, all’alba, militari della brigata nera irrompono nella casa della famiglia Spaziani con le armi spianate. Salgono in camera e a forza portano via l’avvocato insieme al figlio minore. Con altri dieci antifascisti è condotto al vicino comando tedesco ed interrogato. L’accusa è di aver organizzato il Comitato di Liberazione. Inizia il calvario, prima alla federazione fascista di Verona e poi nella sede delle brigate nere. Chiuso in celle luride e fredde per un mese di efferate torture ed interrogatori senza fine. Viene quindi trasferito al campo di concentramento di Bolzano. Il 22 dicembre ’44 scrive l’ultima lettera alla famiglia. Poi avviene il trasferimento, in camion e in treno, nei carri bestiame, fino al campo di sterminio di Mauthausen. Viene messo nella baracca dell’infermeria. Resiste poco più di un mese e il 9 febbraio del 1945, con il braccio ormai in cancrena per le sevizie subite, entra con molti altri nella camera a gas. Gracco Spaziani era il riferimento ideale del Cln di tutto il basso veronese. L’intero gruppo fu arrestato in seguito ad una delazione. Con la Liberazione del 25 aprile Gracco Spaziani fu proclamato primo sindaco alla memoria di Isola della Scala. Gracco Spaziani (Lonigo, 18 maggio 1884 – Mauthausen, 9 febbraio 1945).

Lager di Mauthausen, la camera a gas
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