1 – La mia è una candidatura indipendente: la ritengo eco-compatibile con la mia storia, la mia coscienza, il mio impegno. Ho accettato la proposta, venuta dai Verdi, di candidare nella lista Insieme, dopo aver contribuito alla definizione del programma con il capitolo specifico su “pace e disarmo“. A quel punto era necessario anche “metterci la faccia”.

2 – Lamentarsi, indignarsi, astenersi, non serve a niente. La cattiva politica la si contrasta solo con la buona politica (“Una buona politica per riparare il mondo”, Alex Langer).

3 – Ci vuole una politica che sappia trasmettere una visione, concentrata sui valori: i temi ambientali (variazioni climatiche, inquinamento atmosferico, siccità, ecc) e della pace (ridurre spese militari, riconversione industria bellica, soluzione nonviolenta dei conflitti, ecc.) sono le due gambe sulle quali camminerà la mia campagna elettorale. E’ in gioco il futuro delle prossime generazioni.

4 – Nel degrado generale della politica (come in quello sociale e culturale), per preparare tempi migliori, se non si può fare il bene bisogna almeno non collaborare con il male, serve una “riduzione del danno“: sostenere chi può fare argine all’estremismo razzista e populista che si appella alla paura (“A che serve avere le mani pulite se si tengono in tasca?“, don Lorenzo Milani).

5 – Il rischio di una vittoria delle destre e degli incompetenti è reale. Vale la pena fare qualche compromesso per favorire la convergenza su una proposta politica di centrosinistra, criticabile, migliorabile, ma nell’ambito della democrazia costituzionale (“La bellezza del compromesso”, Gandhi). Messe in sicurezza le istituzioni, poi si potrà puntare nuovamente al meglio.

6 – Farò una campagna elettorale solo in positivo. Non parlerò male di altri partiti o candidati. So vedere limiti e insufficienze anche della coalizione cui partecipo, ma nell’emergenza democratica che stiamo attraversando bisogna guardare ai punti comuni, a ciò che unisce e non a ciò che divide.

7 – Il voto è importante. Chi non vota non può poi lamentarsi delle scelte altrui. Per fare scattare i seggi nella quota proporzionale, la lista Insieme deve raggiungere il 3% (o alla Camera o al Senato). Se non lo raggiungesse però tutti i voti oltre l’1% andranno comunque conteggiati a vantaggio della coalizione e non saranno dispersi. Superare il 3% è un obiettivo realistico. Ce la possiamo fare.

8 – Ho già lavorato nelle istituzioni, a Verona e nel Veneto, ne sono entrato ed uscito indenne, tornando poi al mio impegno culturale e politico dal basso. Non ho bisogno di fare promesse; presento quello che ho saputo fare in Comune e in Regione, nel Movimento Nonviolento, e che potrei proseguire a fare nel Senato della Repubblica, nella fedeltà ai principi fondamentali della Costituzione.

9 – Nella precedente Legislatura erano presenti parecchi deputati impegnati sul tema “pace e disarmo”, tanto da formare un intergruppo di parlamentari per la pace. Molti di questi non sono stati nemmeno ricandidati; c’è il rischio che la voce del pacifismo sia totalmente assente nella prossima Legislatura. La presenza nelle Istituzioni è importante come quella nella società civile.

10 – Io sono candidato al Senato (scheda gialla): croce sul simbolo di Insieme (nel Veneto è già stampato il mio nome, ma tutti i voti dati alla lista Insieme, in ogni seggio d’Italia, contribuiranno al 3% e dunque all’elezione). Sulle due schede, Camera e Senato, si possono esprimere due voti diversi.

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