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A Elena Grandi, Monica Frassoni, Luana Zanella

Carissime,

scrivo a voi in quanto avete presieduto la riunione post elettorale di Europa Verde del giorno 8 giugno a Roma, al termine della quale vi siete impegnate “a elaborare una proposta operativa al fine di avviare la costituzione di un tavolo di lavoro che si dovrà insediare prima dell’estate per consolidare, allargare e sviluppare il progetto politico di Europa Verde” (Report a cura di Luana Zanella).

A più di un mese abbondante da quell’incontro non ho ancora ricevuto da voi nessuna comunicazione nè proposta operativa per la costituzione del tavolo di lavoro.

Ho invece avuto notizie di una conferenza stampa che si è tenuta a Roma il 9 luglioper presentare il progetto Europa Verde. Presenti all’iniziativa: Marco Cappato, Elena Grandi, Silvia Zamboni, Angelo Bonelli, Andrea Masullo, Filiberto Zaratti, Nando Bonessio, Francesco Alemanni, Bengasi Battisti, Luca Boccoli“.

Inoltre dal sito di Europa Verde apprendo che il 14 luglio “Si è tenuto, a Roma, il primo incontro del gruppo di lavoro di Europa Verde … Molti tra gli attori coinvolti – a partire dai Verdi italiani fino ai Verdi europei e ai Verdi del Sud Tirolo e alle numerose rappresentanze della società civile e dell’associazionismo ecologista e non solo – … Per il gruppo è stata una bella giornata di partecipazione e democrazia, dalla quale è emersa la volontà di dare vita, nei prossimi giorni, a comitati locali“.

A questo punto, come si suol dire, alcune domande sorgono spontanee.

Il gruppo di lavoro di Europa Verde è stato costituito da chi? Chi ne fa parte? Quante persone? Con quali criteri? Si è proceduto per cooptazione? Perchè non è stata fatta una comunicazione ufficiale almeno a tutti i candidati che erano stati convocati a Roma l’8 giugno?

Lasciatemi dire che questo modo di procedere mi lascia molto perplesso. Dal mio punto di vista (non faccio parte dei giri romani) registro una mancanza di comunicazione e di trasparenza.

Mi pare che si stia perdendo un bella occasione. La lista Europa Verde ha messo in moto speranze ed aspettative, ha raccolto fiducia e disponibilità, ma se si procede riproponendo la logica degli “addetti ai lavori” e dei “soliti noti”, si fa poca strada.

Il progetto politico di Europa Verde deve saper andare oltre i Verdi e deve essere altro dai Verdi. Lo dico da iscritto ai Verdi, da contribuente del due per mille ai Verdi e da elettore Verde. Ma questo sarebbe il momento di oltrepassare i confini, del solve et coagula, della migrazione verso nuovi orizzonti. Bisogna distinguere l’organizzazione del partito da un progetto politico, non necessariamente partitico, che deve sapersi aprire ad ambienti nuovi. Poi, chi ha la forza e la capacità di trainare, farà da traino. Ma la semplice riproposizione dei Verdi con la sovrapposizione del simbolo di Europa Verrde, non porterà da nessuna parte.

Alla riunone di Roma avevo comunicato la volontà del Movimento Nonviolento di sostenere questo progetto e questo percorso. Come associazione non abbiamo mai sposato nessun partito, ma il fatto che ci sia una forza europea ed europeista che si occupa prioritariamente dell’ambiente e della pace, e i verdi europei sono questo, pensiamo sia fondamentale e su questo il Movimento è disposto a spendersi. Penso sarebbe un errore non cogliere questa disponibilità.

Resto in attesa di un vostro chiarimento.

Grazie, buon lavoro a tutti noi.

Mao Valpiana

candidato di Europa Verde nel Nord Est

Verona, 16 luglio 2019

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