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Quelle quattro enormi palle bianche sono orribili. Dei mostri alieni che stuprano la Lessinia. Orribili e dannose. Coprono quattro antenne preposte alle comunicazioni satellitari militari. Una parte di Lessinia trasformata in base per il controllo aereo, missilistico e navale dell’Alleanza militare atlantica. Antenne di guerra, altro che lupi …

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Lughezzano è una piccola frazione del comune di Bosco Chiesanuova, posta a 580 metri sull’altopiano della Lessinia, la fascia montuosa a nord di Verona, prealpi venete, che si estende tra la Val d’Adige e la Val d’Agno. Con una Legge Regionale del 1990 è stato istituito, nella parte alta e più settentrionale dell’altopiano, prevalentemente zone a pascolo, il Parco della Lessinia, che comprende anche tre canyon selvaggi, chiamati vaj: il vajo dell’Anguilla, il vajo Falconi e il vajo Squaranto. Queste sono zone a riserva integrale, facendo parte della rete ecologica europea Natura 2000, per la conservazione di habitat e di specie di interesse comunitario (falco, grifone, aquila minore, nibbio reale, gufo). La Lessinia è un territorio stupendo, paradiso dell’escursionismo e della speleologia, ricco di flora e fauna, panorami mozzafiato dalle Alpi al Lago di Garda, nei giorni limpidi anche sulla laguna di Venezia, e pieno di archeologia, storia, cultura, tradizioni, con resti della minoranza etnica e linguistica dei cimbri.

Proprio al termine sud del vajo dell’Anguilla, dove passa il sentiero europeo E5, si trova la base militare di Lughezzano, poche centinaia di metri fuori dai confini del Parco.

Già nel 1978, all’indomani dell’annuncio dell’inizio dei lavori per la realizzazione della Stazione Nato, organizzammo una prima manifestazione antimilitarista nonviolenta. Era insopportabile che un territorio così unico come quello della Lessinia venisse profanato da una militarizzazione del tutto fuori contesto. La “meglio gioventù” veronese di allora rispose con una grande adesione, migliaia di ragazzi occuparono i terreni della futura base: musica, chitarre, balli, contro una presenza militare di cui non si capiva il senso.

Nei successivi anni ’80 venni eletto al Consiglio Regionale del Veneto e con altri colleghi fui il promotore della Legge per l’istituzione del Parco della Lessinia, approvata nel 1990, con l’intento, anche, di estenderne i confini fino a comprendere tutto il territorio di Lughezzano, per condizionare, ridurre, bloccare l’espansione della servitù militare. Ma la maggioranza non volle disturbare e mettersi in contrasto con il Ministero della Difesa, e così tutta la zona interessata fu lasciata fuori dal Parco e il confine sud fu stabilito poco sopra la base. Da allora la Stazione SGS F14 si è sviluppata, ampliata, fino a diventare di importanza strategica europea.

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Quelle quattro enormi palle bianche che oggi sfregiano la quiete incontaminata dei vaj della Lessinia, sono uno scandalo. Non solo umiliano e distruggono un paesaggio altrimenti integro, ma portano i venti di guerra, i segreti militari, i piani bellici direttamente nel territorio montano veronese. Oltre all’inquinamento ambientale da onde elettromagnetiche, le quattro antenne abnormi producono molti altri danni, anche di tipo culturale ed educativo. La base, con il falso biglietto da visita di volersi “aprire al territorio”, ha instaurato un dialogo con la scuola con attività rivolte soprattutto agli studenti di ogni ordine e grado per mostrare i compiti dell’Agenzia NATO per le telecomunicazioni e le tecnologie informatiche. È una vera e propria militarizzazione della formazione giovanile. Queste attività vengono formalizzate attraverso un protocollo d’intesa siglato negli ultimi anni tra il Ministero della Difesa e il Ministero dell’Istruzione e tramite convenzioni ed accordi tra le Forze Armate e singoli dirigenti scolastici, per la realizzazione di varie iniziative e progetti, incluse visite e sessioni di alternanza scuola lavoro presso la base Nato di Lughezzano. Questa proposta “formativa” tende ad esaltare la carriera militare, le armi e, più in generale, la guerra come strumento di risoluzione dei conflitti, in contrasto con l’articolo 11 della Costituzione.

“La scuola ripudia la guerra” dovrebbe essere un principio fondamentale inalienabile. Gli studenti vadano nel Parco a fare esperienze e istruirsi; i militari non sono preposti all’educazione.

Annotazione finale. L’ultima iniziativa del comando della base è l’installazione di una ulteriore recinzione “ecologica”, costituita da dei pali di legno, che vorrebbe “creare continuità con il paesaggio”. Basta vedere il contrasto tra le quattro palle ciclopiche e lo steccato bucolico, per rendersi conto che oltre al danno ci stanno propinando anche le beffe.

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Quella base deve lasciare posto al Parco.

Mao Valpiana

presidente del Movimento Nonviolento