Cari amici indecisi …

… mancano solo due giorni al voto ed è tempo di scegliere cosa fare domenica nel seggio.

Per quel che mi riguarda io sono nella Lista INSIEME per dare il mio personale contributo a queste difficili elezioni.

– Ritengo che il pericolo maggiore sia rappresentato dalla possibilità di una vittoria della peggior destra presente nella coalizione guidata da Berlusconi.

– Ritengo che il centrosinistra, con tutti i limiti, possa comunque fare da argine almeno sulle questioni del fascismo e del razzismo che covano nella “pancia del paese”, sia per limitare i danni, sia per offrire una proposta reale di governo.

– Ritengo che il PD, e in particolare la politica del segretario Renzi, abbia molte responsabilità, e che proprio per questo sia opportuno rafforzare la componente non compromessa del centrosinistra.

– Ritengo che il programma di INSIEME rappresenti un fronte avanzato sull’ecologia e sul pacifismo: le proposte per l’ambiente e per il disarmo sono chiare ed inequivocabili. Inquinamento e militarismo sono i due nemici reali che abbiamo, e questa è l’urgenza politica.

– Ritengo in particolare che la rinnovata presenza dei Verdi in Parlamento sia una necessità, per questo ho messo a disposizione la mia storia e la mia esperienza, per quel che può valere.

– Ritengo, infine, che anche grazie all’appoggio esplicitato ieri da Prodi (l’unico che con l’Ulivo ha battuto due volte Berlusconi, e non c’è due senza tre …) la soglia del 3% per la Lista INSIEME sia un traguardo a portata di mano, così che nessun voto sarà disperso o regalato, e che valga la pena impegnarsi a fondo nei prossimi giorni per far conoscere la Lista e guadagnare consensi. Io cerco di fare del mio meglio per il futuro del paese.

Ad ognuno di fare qualcosa …

Mao Valpiana

Lista INSIEME

Candidato al Senato

Veneto 2

collegio plurinominale

Verona, Vicenza, Padova

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Lettera aperta al Presidente della Repubblica

Egregio Signor Presidente

On. Sergio Mattarella,

Lei è il garante della Costituzione, la quale all’art. 87 Le affida anche il compito di indire le elezioni e quindi di controllarne il regolare svolgimento.

Perciò mi appello a Lei per essere tutelato nei miei diritti in quanto candidato al Senato della Repubblica per la Lista INSIEME nel collegio Veneto 2.

La Legge è uguale per tutti; eppure nell’attuale campagna elettorale vi è un’evidente e gravissima discriminazione a vantaggio esclusivo di alcuni partiti. La conseguenza è che il corpo elettorale non è messo nelle condizioni di “conoscere per deliberare”.

Verifichi, Signor Presidente, i tempi televisivi sulle reti generaliste Rai, Mediat, La7 (gli strumenti principali di informazione per la maggioranza degli elettori) riservati solo a poche persone (Berlusconi, Renzi, Salvini, Meloni, Di Maio e in misura minore a Grasso e Bonino) e vedrà come tutti gli altri candidati, che dovrebbero avere gli stessi spazi per par condicio, risulteranno esclusi.

Io sono un candidato “indipendente”; sono cioè un cittadino che ha dato la propria disponibilità a candidarsi per concorrere al bene comune e per non sottrarsi al doveroso impegno nella cosa pubblica. Ho scelto una determinata parte politica, e vorrei che gli elettori potessero giudicare conoscendo la nostra proposta. Dunque mi lamento non tanto per l’oscuramento mio personale, della Lista INSIEME, e di altre formazioni cosiddette “minori”, ma soprattutto per lo stesso destino riservato ai temi fondamentali che sono al centro del nostro programma elettorale: ambiente e pace. Una politica ecologica che contrasti il crescente inquinamento di acqua e aria, beni primari per la nostra stessa sopravvivenza, e una politica di disarmo che contrasti il costante aumento delle spese militari che creano più insicurezza nel pianeta: cosa c’è di più importante? Eppure questi temi, che interessano la vita di tutti noi e delle generazioni future, sono stati censurati da una brutta campagna elettorale.

C’è ancora tempo, Signor Presidente, per un Suo autorevole intervento che ripristini, nel rispetto democratico dei partiti impegnati nella competizione elettorale, una condizione veramente paritaria tra tutti i candidati.

La ringrazio per l’attenzione e Le porgo i miei saluti e la mia stima.

Massimo detto “Mao” Valpiana

Candidato al Senato della Repubblica

nel collegio Veneto 2

per la Lista INSIEME.

Verona, 21 febbraio 2018

Antifascismo 2.0

Il fascismo cammina su due gambe: la violenza e il militarismo. Dunque l’antidoto è fatto di nonviolenza e antimilitarismo.

Basterebbe rileggere “Antifascismo tra i giovani” di Aldo Capitini per superare d’un balzo la tristissima polemica sul come esprimere lo sdegno dopo la strage di Macerata. Ricondurre la questione fascista all’agibilità della piazza da contendere a gruppuscoli di energumeni nazistoidi, ci ributta indietro di quarant’anni. L’estremismo nero anche allora era manovrato da poteri eversivi che hanno condizionato pesantemente la storia del nostro Paese (da piazza Fontana a Ustica).

Il fascismo che sta riemergendo e che ci deve seriamente preoccupare non è solo quello visibile delle teste rasate con tatuaggi celtici, ma quello ben più diffuso e silenzioso, sottotraccia, che per una ventina d’anni ha parlato “alla pancia della gente” dalle trasmissioni televisive pomeridiane e dai talk show urlati. E’ la cultura del qualunquismo, del menefreghismo, dell’attacco indiscriminato e continuo alla politica e alle istituzioni. Questo fascismo non lo si combatte con slogan del passato, con le bandiere in piazza, e nemmeno minimizzando il razzismo strisciante. Siamo su una china pericolosa. E’ stato un errore convocare a caldo la manifestazione di Macerata. E’ stato un errore annullarla da parte di alcuni. E’ stato un errore mantenerla da parte di altri. Sarà un tragico errore dividersi tra antifascisti duri e puri e antifascisti democratici e responsabili.

Solo la coerente politica nonviolenta può togliere terreno all’avanzamento della sub-cultura del “me ne frego”, destinata a prevalere elettoralmente. E’ la cultura del “I care”, me ne importa, mi sta a cuore, il motto dei migliori giovani americani, secondo don Lorenzo Milani.

Le fughe in avanti delle avanguardie non modificano la realtà. Rincorrere la destra usando i suoi stessi argomenti finisce per rafforzarla. Ci vuole un lavoro paziente, una persuasione di coscienza, una tenuta democratica. In alternativa ai Littoriali fascisti, gare agonistiche, Capitini contrappose gli anti-littoriali, affollatissime riunioni di giovani per studiare e discutere. Può essere un’indicazione valida ancor oggi per contrastare il dilagare di fascismo, razzismo, xenofobia, paura, ignoranza, bugie. Non con le manifestazioni di forza ma con l’intelligenza del dialogo e della cultura.

C’è bisogno di rendere manifesta la politica costruttiva di pace, non di manifestare rabbia.

L’antifascismo è nonviolento. La nonviolenza è antifascista.

Antifa

Càndido. Perchè? – 10 brevi appunti di Mao Valpiana – Lista Insieme, Veneto 2, Senato

1 – La mia è una candidatura indipendente: la ritengo eco-compatibile con la mia storia, la mia coscienza, il mio impegno. Ho accettato la proposta, venuta dai Verdi, di candidare nella lista Insieme, dopo aver contribuito alla definizione del programma con il capitolo specifico su “pace e disarmo“. A quel punto era necessario anche “metterci la faccia”.

2 – Lamentarsi, indignarsi, astenersi, non serve a niente. La cattiva politica la si contrasta solo con la buona politica (“Una buona politica per riparare il mondo”, Alex Langer).

3 – Ci vuole una politica che sappia trasmettere una visione, concentrata sui valori: i temi ambientali (variazioni climatiche, inquinamento atmosferico, siccità, ecc) e della pace (ridurre spese militari, riconversione industria bellica, soluzione nonviolenta dei conflitti, ecc.) sono le due gambe sulle quali camminerà la mia campagna elettorale. E’ in gioco il futuro delle prossime generazioni.

4 – Nel degrado generale della politica (come in quello sociale e culturale), per preparare tempi migliori, se non si può fare il bene bisogna almeno non collaborare con il male, serve una “riduzione del danno“: sostenere chi può fare argine all’estremismo razzista e populista che si appella alla paura (“A che serve avere le mani pulite se si tengono in tasca?“, don Lorenzo Milani).

5 – Il rischio di una vittoria delle destre e degli incompetenti è reale. Vale la pena fare qualche compromesso per favorire la convergenza su una proposta politica di centrosinistra, criticabile, migliorabile, ma nell’ambito della democrazia costituzionale (“La bellezza del compromesso”, Gandhi). Messe in sicurezza le istituzioni, poi si potrà puntare nuovamente al meglio.

6 – Farò una campagna elettorale solo in positivo. Non parlerò male di altri partiti o candidati. So vedere limiti e insufficienze anche della coalizione cui partecipo, ma nell’emergenza democratica che stiamo attraversando bisogna guardare ai punti comuni, a ciò che unisce e non a ciò che divide.

7 – Il voto è importante. Chi non vota non può poi lamentarsi delle scelte altrui. Per fare scattare i seggi nella quota proporzionale, la lista Insieme deve raggiungere il 3% (o alla Camera o al Senato). Se non lo raggiungesse però tutti i voti oltre l’1% andranno comunque conteggiati a vantaggio della coalizione e non saranno dispersi. Superare il 3% è un obiettivo realistico. Ce la possiamo fare.

8 – Ho già lavorato nelle istituzioni, a Verona e nel Veneto, ne sono entrato ed uscito indenne, tornando poi al mio impegno culturale e politico dal basso. Non ho bisogno di fare promesse; presento quello che ho saputo fare in Comune e in Regione, nel Movimento Nonviolento, e che potrei proseguire a fare nel Senato della Repubblica, nella fedeltà ai principi fondamentali della Costituzione.

9 – Nella precedente Legislatura erano presenti parecchi deputati impegnati sul tema “pace e disarmo”, tanto da formare un intergruppo di parlamentari per la pace. Molti di questi non sono stati nemmeno ricandidati; c’è il rischio che la voce del pacifismo sia totalmente assente nella prossima Legislatura. La presenza nelle Istituzioni è importante come quella nella società civile.

10 – Io sono candidato al Senato (scheda gialla): croce sul simbolo di Insieme (nel Veneto è già stampato il mio nome, ma tutti i voti dati alla lista Insieme, in ogni seggio d’Italia, contribuiranno al 3% e dunque all’elezione). Sulle due schede, Camera e Senato, si possono esprimere due voti diversi.

Un’altra difesa è possibile Difendiamoci, sì, ma da chi e come?

In occasione del 15 dicembre (quarantacinquesimo anniversario dell’approvazione della prima Legge italiana di riconoscimento dell’obiezione di coscienza al servizio militare e istitutiva del servizio civile, la n. 772 del 15.12.1972), viene diffuso questo editoriale comune della Campagna “Un’altra difesa è possibile” sottoscritto da Direttori di diverse riviste e che sarà pubblicato su molti siti che sostengono la proposta di una Legge per la Difesa civile non armata e nonviolenta.

Nel dibattito sulla “legittima difesa” ci dev’essere un punto fermo: riconoscere che l’uso della forza è prerogativa dello Stato e non può essere lasciato al libero arbitrio del singolo.

La “difesa” è un punto decisivo nella pratica della nonviolenza attiva. Difesa della vita, difesa dei diritti, difesa della libertà, difesa dei più deboli, difesa dell’ambiente. La storia della nonviolenza moderna è storia di movimenti di difesa, da Gandhi che difendeva il suo popolo dal colonialismo, fino al Premio Nobel per la Pace 2017 assegnato alla Campagna per la messa al bando della armi nucleari che ci difende dall’olocausto atomico. Oggi i movimenti nonviolenti nel mondo agiscono in difesa della pace e per salvare la vita a chi fugge dalle guerre.

La difesa personale e collettiva è al centro della Campagna nonviolenta “Un’altra difesa è possibile che vuole introdurre nelle nostre istituzioni la “Difesa civile non armata e nonviolenta” per mettere in campo capacità di prevenzione, di mediazione e di risoluzione dei conflitti. I movimenti nonviolenti hanno lanciato la proposta all’Arena di Pace e Disarmo del 25 aprile 2014. In pochi mesi sono state raccolte e depositate 50.000 firme per la Legge di iniziativa popolare. La Camera l’ha recepita e 74 deputati l’hanno sottoscritta. Poi, con la pressione di 20.000 cartoline inviate ai parlamentari di tutti i gruppi politici, il progetto di Legge n. 3484 è stato incardinato e calendarizzato. Noi chiediamo che in queste ultime settimane di lavori parlamentari si svolgano le audizioni nelle Commissioni congiunte Affari costituzionali e Difesa, per aprire la discussione che possa poi proseguire nella prossima legislatura.

La proposta tende allo sbocco legislativo, oltre che culturale, politico e finanziario, per assolvere al dovere costituzionale di difesa della Patria (art. 52) nell’ottemperanza del ripudio della guerra (art. 11) e prevede la costituzione del “Dipartimento della difesa civile, non armata e nonviolenta” con i compiti di difendere la Costituzione, di predisporre piani per la difesa civile, non armata e nonviolenta, curandone la sperimentazione e la formazione della popolazione, di svolgere attività di ricerca per la pace, il disarmo, la riconversione civile dell’industria bellica, di favorire la prevenzione dei conflitti armati, la riconciliazione, la mediazione, la promozione dei diritti umani, la solidarietà internazionale e l’educazione alla pace.

Il riconoscimento giuridico di forme di difesa nonviolenta è già stato fatto proprio dal nostro ordinamento (due sentenze della Corte costituzionale, la n. 164/1985 e 470/1989, la legge del 230 del 1998 di riforma dell’obiezione di coscienza e la legge 64 del 2001 istitutiva del servizio civile nazionale, e con il Decreto Legislativo n. 40 del 6 marzo 2017 sul Servizio Civile Universale). Ora tale visione è entrata nel Parlamento per ottenere una legge specifica. Questo è il coronamento di anni di lavoro sui territori delle Reti promotrici della Campagna “Un’altra difesa è possibile” (Conferenza nazionale Enti Servizio Civile, Forum Nazionale Servizio Civile, Tavolo Interventi Civili di Pace, Rete della Pace, Rete Italiana per il Disarmo, Sbilanciamoci!) che rappresentano il vasto mondo del volontariato, della pace, del servizio civile, del disarmo.

La difesa civile, non armata e nonviolenta è l’evoluzione della lotta degli obiettori di coscienza al servizio militare, che proprio 45 anni fa, il 15 dicembre 1972, ottenevano la prima Legge di riconoscimento e l’istituzione del servizio civile. Oggi vogliamo ridare valore e dignità alla parola “difesa”, sottraendola al monopolio militare. La difesa armata garantisce solo la difesa ad oltranza dell’industria degli armamenti ma lascia il Paese sempre più vulnerabile e indifeso di fronte ad ogni sorta di minaccia reale alla patria, inondazioni, terremoti, incendi, dissesto idrogeologico.

Nella Legge di bilancio 2018 sono annunciati 25 miliardi di euro nel capitolo “Difesa militare” con un aumento del + 4% rispetto al 2017, risorse sottratte alla difesa dalla povertà, dall’ignoranza, dal degrado del nostro Paese. La campagna “Un’altra difesa è possibile”, cerca di invertire la rotta.

L’unica difesa legittima è quella nonviolenta.

Campagna “Un’altra difesa è possibile”

Mao Valpiana

Direttore di Azione nonviolenta

Efrem Tresoldi

Direttore di Nigrizia

Alex Zanotelli

Direttore di Mosaico di pace

Mario Menin

Direttore di Missione Oggi

Riccardo Bonacina

Direttore di Vita

Pietro Raitano

Direttore di Altreconomia

Gianluca Carmosino, Riccardo Troisi, Marco Calabria

Direttori di Comune-info

15 dicembre 1972 – 2017