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Al Sindaco di Verona

Alla Soprintendenza per i Beni Architettonici e paesaggistici di Verona

Ho assistito alla presentazione del progetto di “riqualificazione” di piazza Corrubbio da parte dell’Assessore Corsi, dell’architetto Gabaldo e del costruttore Rettondini.

Bisogna intervenire subito per evitare un nuovo scempio nel cuore della nostra città. Piazza Corrubbio oggi non esiste più. E’ stata distrutta per lasciare posto ad un parcheggio sotterraneo. Ora, sopra la soletta del parcheggio, si deve “ricostruire” la piazza. E’ del tutto evidente che bisogna tenere conto del contesto prezioso e delicatissimo nel quale si inserisce la “nuova” piazza: la Basilica di San Zeno e la chiesa di San Procolo. Piazza Corrubbio, infatti, fa parte di un tutt’uno, un “unicum”, con Piazza San Zeno e Piazza Pozza (tant’è che il verde preesistente nelle tre piazze era inserito nella schedatura e catalogazione dei giardini storici della Regione Veneto).

Per disegnare la nuova piazza (testuali parole dell’Assessore) “ci si è ispirati a piazza Cittadella”. Ed infatti nelle diapositive abbiamo visto la fontana zampillante, le aiuole “a montagnola”, la carreggiata delimitata da paletti in acciaio e passi carrabili a scomparsa. Il tutto su una pavimentazione “in materiale sintetico” di colorazione tra il rosa, l’ocra, il giallo. Fontane e aiuole possono piacere o non piacere, ma non è questo il punto. Guardando la facciata della nostra stupenda Basilica, la visuale sulle tre piazze è unitaria, e quindi i caratteri architettonici e paesaggistici del contesto devono essere rispettati. Non si può non tenere conto che da piazza Corrubbio si vede il porticato di San Procolo e il campanile di San Zeno!

Cosa c’entra la fontana? E le aiuole a montagnetta? E la pavimentazione sintetica? Gli elementi che offrirebbero continuità e coerenza sono l’uso dei materiali storici (il ciotolato tra piazza San Zeno e San Procolo, la pietra, il tufo, il marmo), i paracarri in pietra (in veronese “i piloti”), gli alberi inseriti in aiuole basse con panchine. Niente di tutto questo abbiamo visto nella nuova piazza Corrubbio pensata da Corsi, Gabaldo, Rettondini: anonima, fredda, disegnata a tavolino, potrebbe essere realizzata a Legnago come a Galbiate, a Milano2 come nella piana di Goia Tauro.

Vi prego, quindi, fino a che siamo ancora in tempo, di fermare questo orrendo progetto, totalmente avulso dalla storia, dalla tradizione, dal carattere dei sanzenati. Secoli di storia non possono essere cancellati dall’ultimo sfizio di un architetto cui piace divertirsi con i giochi di luci bianche e gialle sulle fontane a raso.

Per restituire piazza Corrubbio ai suoi abitanti, ai veronesi, ai turisti, al mondo intero, non servono concorsi internazionali o scomodare grandi architetti, basta un minimo di buon senso, di conoscenza e di amore per il rione di San Zeno e per la bellezza della nostra città.

Mao Valpiana

Verona, 23 febbraio 2012

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